mercoledì 9 marzo 2016

icona Male Blue * Female Pink

Attenzione: post probabilmente polemico. Avvertiti!

Ogni volta che penso e scelgo le stoffe per un nuovo progetto per il mio small business mi fermo e penso.

Qualche settimana fa lamaggiore è tornata a casa da scuola e ci ha tenuto a farmi vedere cosa avevano fatto quel giorno. Avevano imparato i mesi dell'anno. A leggerli, a scriverli e la loro successione. 
Ci ha tenuto molto anche a mostrarmi che sotto la scritta luglio aveva fatto un disegno stile presepe con lei dentro a una carrozzina e suo babbo ed io inginocchiati ai lati. Giustamente luglio è il suo mese ed evidentemente la maestra aveva chiesto ai bimbi di disegnarsi nel mese del proprio compleanno. Non ci sarebbe stato nulla di male e di sbagliato se nel raccontarmi tutto ciò non ci avesse tenuto a farmi sapere una certa cosuccia che a me proprio manda fuori dai gangheri! 

"Sai mamma io però non volevo fare il fiocco rosa"
"E allora potevi colorarlo come volevi"
"No! La maestra ha detto che dovevo farlo rosa quindi l'ho fatto rosa. Ha detto che sono una femmina. E che i maschi lo dovevano fare azzurro!"

Punto e stop.

Eeeeeee???? Ho intimamente urlato di rabbia, ho sbuffato, discusso a più riprese con più persone (che poverette...grazie che ancora mi salutate) e poi però ho detto a lamaggiore che se ne fregasse del rosa, che se le faceva schifo non era un problema e che se la prossima volta il fiocco lo voleva fare verde che lo facesse. Alla maestra non ho detto niente, primo perchè ritengo comunque sia una brava maestra, secondo lamaggiore non è che abbia manifestato particolare disagio per questa cosa (rimane un piccolo episodio che evidentemente  in quel momento li avrebbe voluto andasse in modo diverso, ma non ne ha fatto certamente una tragedia) e non mi va di fare battaglie ideologiche che già mi guardano stortissimo e si stupiscono quando vengono a sapere che lamaggiore non fa religione.

Ogni volta che scendo in laboratorio per creare un nuovo oggetto penso a questa piccola cosa (che è veramente una sciocchezza) e poi penso che l'oggetto che sto per creare può e deve piacere indistintamente a un maschio o una femmina. Che un bimbo, ma chiunque e di qiualunque età, deve poter amare il rosa o l'azzurro, il giallo o il verde, e che lamaggiore, a cui il rosa proprio non va giù, deve poter sfoggiare il suo astuccio azzurro, rosso e beige senza vergognarsi o pensare che ODDIO NON E' ROSA... (se non te lo ricordi qui puoi vedere il suo astuccio)

I miei astucci sono di mille colori, sono pensati per bambini (e per grandi) che rifuitano di essere incasellati nel rosa o nell'azzurro, per chi si sente libero di preferire ciò che più gli piace.





Questi sono solo alcuni degli astucci che ho creato per il mio shop e sono molto contenta che tante bimbe abbiamo preferito il celeste e il grigio e che un bimbo non si sia fatto problemi a scegliere un motivo floreale.
Secondo me hanno fantasie adatte a chiunque. 
Ti piace? Bene...il resto conta un cacchio!
Ah...se ti piace proprio e lo vuoi adesso...lo puoi comprare subito nel mio Etsy shop (clicca sulla destra del blog ;) )

P.S. Che io invece adori il rosa e lo ficcherei in ogni progetto credo sia altamente trascurabile ;)



giovedì 11 febbraio 2016

icona Vado a dire Grazie

Questo week end ci sarà Il Mondo Creativo a Bologna. Sai che novità direte voi...e infatti non lo è, non lo è per me che ci vado da diverso tempo, e magari neanche per voi. 
Ci sono andata qualche mese fa per l'edizione autunnale dove ho conosciuto e rivisto tante creative che seguo in rete e che ho avuto il piacere di salutare di persona. E ci torno anche adesso, per l'edizione primaverile. Non ci torno per girare tra stand affollati che vendono materiali per creare le più svariate cose. Che non venderanno stoffe e nastri rossi a stelle dorate ma traborderanno di uova e pulcini shabby chic che ciao...No. Non ci vado per comprare cose che non mi servono (ok forse un giretto alla libreria di settore ce lo faccio eh...). 
Ci vado per incontrare facce nuove, per salutare qualcuno a cui magari batto un doppio tap su instagram per fare apparire il cuore rosso, per dirle che dietro a quel doppio tap ci sarebbero mille parole, mille domande e mille chiacchiere da fare, per capire, confrontarsi e conoscersi.
E non vado nemmeno per imparare a cucire una zipper pouch (che forse lo so già fare), ma io ci vado a cucirla quella zipper pouch perchè voglio investire su di me e sulle relazioni con le altre persone, con chi ce l'ha fatta, con chi ha una tenacia e una forza da schiacciasassi. 
Ci vado per mettermi alla prova, per vedere come migliorarmi, per assorbire anche solo un milionesimo di forza e tenacia che ogni giorno leggo attraverso i post e le foto sui vari social delle ragazze che seguo e che hanno fatto della loro passione un vero lavoro! Sono tutte bravissime e in cuor mio so che anche io ce la sto mettendo tutta, che due manine operose ce le ho e che talvolte mi fanno fare le cose per bene. Ci credo tantissimo, so da dove parto, so che in casa ci sono le mie due fonti di ispirazioni più grandi che potessi immaginare e so dove voglio arrivare. 
Nel frattempo, mentre la strada è ancora lunga per arrivare...vado là...vado a conoscere la Pretty in Mad e ci vado per dirle grazie. Perchè anche lei è uno dei tanti tasselli che in questo momento stanno componendo la mia strada per arrivare, perchè mi piacciono da matti sia l'arancio che i tatuaggi, perchè credo che appena la sentirò parlare mi travolgerà col suo accento e perchè è uno schiacciasassi anche solo da leggere....figuriamoci dal vivo!!!

Ps. non ditele però che ho una paura folle dei gatti (che lei li adora).

Erika (che è il suo vero nome) la trovate sul suo blog PRETTY IN MAD
Ha uno shop di cose fighissime su BIGCARTEL
E poi la trovate su FB e IG come (ovviamente) PRETTY IN MAD
 




giovedì 4 febbraio 2016

icona Not Ordinary Pencil Case...Il nostro astuccio!

E' arrivata la prima elementare scuola primaria anche a casa gheis, precisamente per lamaggiore. Anzi a dire la verità è arrivata da un pezzo perchè è appena finito il primo quadrimestre...ma questo post non potevo scriverlo a settembre, capirete presto il perchè.
Dunque dicevo...ah si è arrivata la prima (e stop...così non sbaglio). E con lei la scelta di zaino, astuccio, quaderni, colori, e tutte quelle cose che mi piacciono tanto. Comincio subito col dire che lamaggiore non è mai stata troppo influenzata dalla tv, dalle mode del momento dettate da cartoni animati o sitcom varie per cui potevo almeno un po' sperare che non desiderasse l'universo mondo del merchandise disney & co.
Ecco appunto. Potevo. E mi è anche andata bene. Perchè per lo zaino ha optato per uno si di marca ma non le solite costose e inflazionate...siamo andate su brand da surfisti per la gioia degli uomini di famiglia e siamo stati tutti contenti della scelta. Lei in primis (e io mi sa più di lei).
La vera nota dolente sapevo sarebbe stata l'astuccio. Perchè se è vero che la scuola non impone marche o tipologie particolari è anche vero che da qualche anno a questa parte se non hai l'astuccio a tre cerniere nonseinessuno
E mi sono messa l'animo in pace. 
Per il suo sesto compleanno le avevo progettato e cucito un astuccio colorato, fuori dagli schemi, che avrebbe avuto solo lei e che a me piaceva un sacco. Piaceva anche lei...ma non quanto l'idea di averne uno uguale a tutti gli altri...la famosa mattonella a tre piani.
Mi rassegno e andiamo a comprarlo...e come unica condizione le chiedo di non sceglierlo con i personaggi famosi (che poverini non hanno nessuna colpa...ma proprio non mi vanno giù). E' brava: lo sceglie nero con alcune forme geometrice gialle, rosse e turchesi. Insomma senza infamia e senza lode...ma di più non potevo sperare.
Lei è contenta, ha l'astuccio come tutti gli altri. Punto, stop, fine delle trasmissioni.
E invece no...
Dopo qualche settimana viene da me e mi chiede di poter usare l'astuccio che le avevo regalato, che quello li...quello grosso non lo vuole più.
Ringalluzzita dura da questa richiesta...apro la coda da pavone che nel frattempo mi era spuntata e cominciamo a fare il travaso dei colori.
Lei super contenta...io ancora di più.
il suo astuccio 

Ma perchè allora aspettare gennaio per scrivere questo post?
E' presto detto. Perchè l'astuccio ha passato il collaudo. Lo usa tutti i giorni, non si è minimamente rovinato, strappato o rotto. Ho voluto testarlo con lei per qualche mese per dirvi che è davvero funzionale. Quando a mamme e amiche chiedevo il motivo di tanto clamore per l'astuccio a tre cerniere mi veniva sempre detto che era perchè i colori erano visibili tutti a colpo d'occhio e che il bambino non avrebbe perso tempo durante la lezione per cercare il colore giusto all'interno dell'astuccio a bustina (si...io ero rimasta a quelli a bustina...al massimo a bauletto). 
E così, con l'incubo della perdita di tempo per cercare il pastello rosso che non mi faceva dormire, l'ho pensato bello, colorato, unico, pratico, che mostrasse tutti i colori a colpo d'occhio...senza perdite di tempo!!! Ma poi davvero si perde tempo per cercare i colori???? Mah...


Questo è uno dei tanti che nel frattempo ho tagliato e cucito per chi come noi non si vuole accontentare dell'astuccio mattonella, che diciamoci la verità, oltre a essere bruttarello, dentro c'è del cartone e difficilmente sopravviverà a due anni scolastici!
E' pensato per chi vuole qualcosa di bello, di fatto a mano, di pratico ma soprattutto UNICO.

Se ti piace l'idea, pensi di non poterne fare a meno e lo vuoi subitissimo vai direttamente nel mio shop seguendo il link che trovi nella colonna di destra di questo blog!

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi! 

Ps. Se ve lo state chiedendo...la risposta è SI...le ho cucito una piccola bustina per matita, gomma, temperino e righello, perchè ovviamente l'astuccio roll-up è pensato per i colori. Al momento la praticità la fa ancora da padrona (anche se gli astucci sono due) e nessuno si è mai lamentato di perdite di tempo!!!
 


martedì 19 gennaio 2016

icona Casa Gheis 2.0

Un bel respiro e...via. 
L'anno nuovo è cominciato e anche se non mi ero fissata dei veri e propri buoni propositi (che poi rischiavo di non mettere in pratica) ho deciso di cominciarlo dandomi una mossa...che a chiacchiere son bravi in tanti.
Dunque da dove cominciare però...ah si...Comincio con il dirvi che a Ottobre scorso ho cominciato un bel bel percorso di formazione partecipando alla C+B Academy che si è tenuta a Bologna (la puntavo già da maggio ma mannaggia sono arrivata lunga sull'iscrizione...). 
Francesca e Daniela (le prof) sono state a dir poco preziose. Inutile dirvi che ci siamo fatte un discreto mazzo tra ricerca del target, del cliente ideale, della formulazione del listino dei prezzi dei propri prodotti. Mi è stato davvero utile e come sempre è bello incontrare e conoscere tante altre ragazze che vogliono fare della propria passione un vero e proprio lavoro. 
Da ottobre però non mi sono fermata anzi...complice un tablet nuovo fiammante ho cominciato a studiare gli ebook di Francesca Marano (la prof di cui sopra) nell'ordine SOLOPRENEUR e CHI HA PAURA DEL BUSINESS PLAN? Lei è veramente il top in fatto di siti web, business e produttività e il suo linguaggio chiaro, diretto e senza fronzoli l'ho trovato efficace e vincente! Con LaMarano l'organizzazione del lavoro in proprio non ha segreti...e poi adora beyoncè e nicky minaj quindi...
L'altro corso a cui mi sono dedicata è quello spiegato in maniera perfetta da Gioia Gottini, che con il suo TUTTO FA BRANDING, mi ha accompagnata in un percorso pieno e completo per capire cosa c'è dietro a un brand che funziona davvero. Il suo ebook è ricco di spunti più che utili e la cosa bella è che ti fa tirare fuori cose che neanche immaginavo! Grazie a lei il lavoro che ho fatto mi ha fatto dire: 'Si, questa sono io e mi ci riconosco'...e pare che riconoscersi sia una gran bella cosa!


Insomma, si fa sul serio, e lo si fa anche da qui...dal blog che da qualche giorno ha un bel dominio tutto suo ma soprattutto un nuovo vestito.
Già, perchè se è vero che il personal branding non si può tradurre solo in un logo (e Gioia lo spiega benissimo) l'intero processo di re-branding che ho intrapreso ha incluso anche un nuovo logo. Un logo in cui, grazie alla Roberta, mi ci riconosco molto. 

Casa Gheis spicca il volo, lo fa con le due gheis e con me, lo fa con nuovi prodotti artigianali fatti a mano, con nuovi materiali di qualità e con un bagaglio di esperienza che quasi due anni di lavoro in bottega mi hanno lasciato. 
Questo logo racchiude tutto ciò e racchiude anche una buona dose di fucsia a cui non posso proprio rinunciare!!!
 nuovo logo casa gheis

Non voglio svelarvi tutto adesso però...in questi giorni vi presenterò i nuovi prodotti uno per uno. 
Ognuno ha una sua storia, vi racconterò di come è nato, delle innumerevoli prove per arrivare alla versione definitiva, dei materiali scelti e utilizzati per la loro creazione e della piccola storia che ognuno racconta. 
A presto
b.


mercoledì 13 gennaio 2016

icona Fam. Gheis in The Nederlands...again!

Ho aspettato un po' prima di scrivere sul nostro soggiorno in Olanda. Ho lasciato che 10 giorni mi separassero dal rientro in Italia, più che altro per paura di scrivere di getto tutte le emozioni e le gioie che l'Olanda e gli olandesi (si a sto giro anche loro) mi hanno dato, magari avrei scritto sotto l'effetto da sgazoia olandese rischiando di non essere obiettiva. 
Ok...obiettiva non lo sarò mai ma lasciatemelo dire. L'Olanda è una figata. Si, anche sta volta. 
No. Sta volta di più. Molto di più.
Ci sono state quelle due o tre cosette che hanno reso la nostra settimana olandese davvero indimenticabile. 
Primo tra tutti il matrimonio del secolo. La Cri e Mik (i miei cognati) si sono sposati. Loro bellissimi, noi anche, la festa più bella e rilassante che si sia mai vista, a partire dall'ottimo ristorante per il pranzo per poi proseguire a casa con (altro) cibo, (altro) alcol *il migliore*, musica, divano, biliardo. E poi tanto amore. Questi sono gli ingredienti che ci hanno fatto passare una bellissima giornata.
Dopo di che, per il resto dei giorni, con due biciclette e le gheis caricate di dietro ci siamo girati Haarlem e Amsterdam. Perfetta sotto ogni punto di vista la prima, piena e bellissima la seconda.

(pic from ikbenhaarlem ... thank you Timo!)
 
Amsterdam
sulla sua bellezza non si discute vero?

Al di la di tutti i posti che possiamo aver visto, i locali o ristoranti in cui siamo stati, i negozi che abbiamo visitato, la vera cosa che mi porto nel cuore questa volta sono le amicizie, le chiacchiere e le persone che ho conosciuto. La magia di aver parlato con persone straniere in un'altra lingua (la chiamo magia perchè per noi è stata una cosa nuova e meravigliosa...anche se spero che diventi un'abitudine), capire tante cose di una cultura non più per sentito dire o per leggende metropolitane ma ascoltare i racconti da parte di persone che li ci vivono e che ci sono nate. Per questo ringrazio tantissimo Martina e Annemiek che ancora una volta mi hanno confermato di essere indietro come i meloni a primavera, ma soprattutto per avermi fatto innamorare ancora di più del posto in cui abitano.
L'ultimo giorno lui e io ci siamo concessi un giretto da soli per Amsterdam riuscendo così a girare senza meta e a trovare il più fighissimo dei negozi che potevamo sperare di incontrare: MARY GO WILD...noi rasentiamo la malattia e il fanatismo per la musica dance/elettronica ma se a voi piace anche solo un decimo rispetto a noi, se amate i posti tranquilli in cui entrare, sedervi su un divanetto, poter mettere dischi su dischi e fare due chiacchiere con una bella bionda (difficile non trovarne una...) beh fatevi un giro perchè merita davvero!





noi
da notare la perfetta centratura della foto...e la bellezza del bomber

Il  fatto è che qui ci sentiamo proprio a casa e la cosa bella/curiosa/strana e pure sconvolgente è che a sto giro è piaciuto tutto anche a lui...e mo' so' c....

Della Laura, delle cose da femmine, del magico mondo del make-up e ovviamente delle novità di casa gheis beh...ci vuole un altro post tutto per loro!!!

stay tuned...


sabato 28 novembre 2015

icona Tattoo & La follia della donna

Si...l'ho fatto. Ho fatto un tatuaggio.
Un tatuaggeeeeettooooooo. La follia della donna incombe, il disagio mentale galoppa, ma ve lo giuro...non sciabatterò vagando per le vie della moda. Promesso.
Detto questo uno dei motivi per cui ho deciso di farmi un tatuaggio è semplice. Il fatto è che è proprio il tuaggio a essere semplice perchè racchiude l'essenza di ciò che è veramente importante. Di ciò che conta davvero. La mia famiglia. Null'altro. Ho passato un anno difficile in cui tra le altre cose ho veramente rischiato di mandare tutto in fumo, perdendo di vista ciò per cui avevo lavorato una vita. Loro. Noi quattro. Non conta quasi nessun altro. Amici che non ci sono, parenti lontani che abitano vicino (sono più vicini quelli che abitano lontano!). Nessuno.
Loro invece ci sono e ci saranno sempre...sicuramente saranno sul mio braccio per sempre e ogni volta che ci butterò l'occhio non passerà volta in cui non mi ricorda cosa conta veramente per me.
Ho per caso detto che questo era uno dei motivi?...Si l'ho detto.
L'altro è che mi piace punto. E mi piace a tal punto che sarei (quasi) pronta per riempirmi le braccia di inchiostro.
Teschi messicani, dragoni e pesci giganti...state pronti dietro l'angolo. Scherzo...ma solo perchè se c'è una cosa che ho imparato è che finchè non esiste bene nella mia testa un disegno ben preciso non è ora di tatuaggio. E per ora il disegno non c'è. 
Per ora.


martedì 3 novembre 2015

icona Giovani, Vecchie e GiovaniVecchie

Che ormai l'uncinetto non sia una cosa solo per le nonne orami è risaputo. In questi ultimi anni non solo è tornato di gran moda ma è diventato veramente cool grazie ad un esercito di giovani donzelle.
Vabbè...mi ci metto pure io nella categoria anche se più che giovane donzella io mi sento una giovane-vecchia. 
In realtà credo che l'uncinetto non sia mai stato dimenticato da nessuno, solo che chi lo continuava a fare magari si atteneva ai rigidi schemi ereditati dalle nonne, si limitava ad utilizzare filati piuttosto sottili e colori un po' cupi (quelli che io amo chiamare i colori cacchina). Ecco quel tipo di uncinetto non mi è mai piaciuto...pizzi, centrini, tovaglie e copriletto a filet proprio no, anche se riconosco il paziente lavoro che ci sta dietro, sia ben chiaro.
Quello che invece amo sono i colori vivaci, quelli pastello se ben abbianti a tinte fluo o brillanti e ho un-non-so-che che mi spinge verso i colori cacchina (uno alla volta mi raccomando, mai più di uno nello stesso lavoro!) abbinati a tinte shock...per esempio il buon vecchio color cammello vicino al fucsia fluo per me spacca di brutto!!! Bando invece ad accostamenti tipo beige-cammello-marron (bleah).
Fin'ora poi mi sono sempre rifiutata di utilizzare punti particolarmente traforati perchè volevo proprio evitare l'effetto pizzo/centrino/merletto. Così come ho sempre evitato di provare il filet...si certo. Fin'ora.
Perchè poi tra esperimenti, studi, prove e campioni...mi ha preso la voglia di provare ad accostare un punto piuttosto classico, abbastanza traforato ma rivisitato totalmente in chiave moderna. Il segreto è stato scegliere un filato di lana non troppo sottile, ma soprattutto abbinare 4 colori dalle tinte contrastanti: in questo caso il colore cacchina è un bel giallino senape che ho deciso di accostare ad un grigio ghiaccio, un fucsia e un blu petrolio. E' cos' nata la sciarpa GiovaneVecchia...un mix di triangolini traforati, colori a contrasto e frange alle estremità, una sciarpa piuttosto bassa ma abbastanza lunga da poter fare tre giri. Perfetta su un cappotto tinta unita blu, marrone, grigio o nero, perfetta per ravvivare il più cupo degli inverni! 

E a voi piacciono i contrasti?

Ps.  la GiovaneVecchia è già pronta nel negozio Etsy!!!